5 giugno 2010

Ancora lucciole.

Un pezzettino dai miei "appunti di viaggio" odierni.

"Ancora lucciole. Mi sono ritrovato spaventato nell'esser solo. Danni da TV. Razionalità, tempo, e follia, e sono entrato. Guardavo le lucciole intorno a me, in quel bosco che oggi mi ricorda una riserva indiana. E mi sono chiesto:
Come ha potuto l'uomo abituarsi al cemento e all'asfalto? Quando si è nascosto impaurito dietro delle porte, escludendo tutti fuori, riconoscendoli come nemici? Come ha potuto pensare di ingabbiare per sempre i suoi piedi nelle scarpe? E vedo con dolore che ha accettato di vivere nella paura di ogni cosa, eleggendo un lupo a pastore, e relegando la parola coraggio a bravate senza scopo, o proprio a quei tentativi di fuga dalla grigia quotidianità, dandogli però accezione negativa.
E credo sempre più che l'uomo non alzi gli occhi al cielo per non sentire il peso di milioni di stelle aggrapparsi alle viscere e tirarlo giù verso la terra rinnegata."

2 commenti:

  1. Progrediamo. Ma contemporaneamente perdiamo di vista i semplici piaceri che la grande e generosa natura ci regala; i valori nei quali credere ed impegnarsi svaniscono nella bolgia dell'appiattimento socio-culturale... un prezzo troppo alto, a mio modo di vedere.
    Continuiamo a sognare, noi che ancora abbiamo mente e cuore per farlo.
    Bellissimo aneddoto di quelli che mi hai prospettato come meravigliosi viaggi. :)

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  2. Non ho citato una sorta di "disclaimer" alla fine, in cui comunque dico che non sono contro alla tecnologia (anzi!), però la vita non può ridursi a quello che ho scritto.

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