15 giugno 2010

Uccelli in gabbia, volate!

La sensazione che provo incontrando certa gente è simile a quella che si avrebbe andando ad uno spettacolo di fuochi artificiali, per poi non vedere quell'esplosione magnifica di colori. E questa sensazione diventa una delusione lunga.

Mi sembra comunque di aver capito il motivo che frena tutti:la paura. Paura di tante cose, in ognuno con dosaggio diverso.
Paura di non essere accettati dalla società, paura di non riuscire a realizzare il proprio sogno e trovarsi emarginati e con le mani vuote, paura di ritrovarsi soli.
In definitiva, una terribile paura di intraprendere una strada non battuta.

E quindi mi chiedo, se ci fosse qualcuno abbastanza forte da intraprendere la strada di un'ignota felicità, gli altri lo accompagnerebbero?


Nella padella c'è sempre un chicco di mais che per primo diventa popcorn, dando l'avvio ad una festa danzante. E sento già l'invitante sfrigolìo dell'olio...

5 giugno 2010

Ancora lucciole.

Un pezzettino dai miei "appunti di viaggio" odierni.

"Ancora lucciole. Mi sono ritrovato spaventato nell'esser solo. Danni da TV. Razionalità, tempo, e follia, e sono entrato. Guardavo le lucciole intorno a me, in quel bosco che oggi mi ricorda una riserva indiana. E mi sono chiesto:
Come ha potuto l'uomo abituarsi al cemento e all'asfalto? Quando si è nascosto impaurito dietro delle porte, escludendo tutti fuori, riconoscendoli come nemici? Come ha potuto pensare di ingabbiare per sempre i suoi piedi nelle scarpe? E vedo con dolore che ha accettato di vivere nella paura di ogni cosa, eleggendo un lupo a pastore, e relegando la parola coraggio a bravate senza scopo, o proprio a quei tentativi di fuga dalla grigia quotidianità, dandogli però accezione negativa.
E credo sempre più che l'uomo non alzi gli occhi al cielo per non sentire il peso di milioni di stelle aggrapparsi alle viscere e tirarlo giù verso la terra rinnegata."

1 giugno 2010

La civiltà dei consumi, peggiore del fascismo.

Ok, non voglio essere palloso, non ce n'è bisogno. È un pezzo breve e semplice!

Ne riporto qualche pezzo per chi non ha il tempo e la voglia di ascoltare:

"Il fascismo, il regime fascista, non è stato altro, in conclusione, che un gruppo di criminali al potere. E questo gruppo di criminali al potere non ha potuto in realtà fare niente, non è riuscito a incidere, nemmeno scalfire lontanamente la realtà dell'Italia.[...] Ora invece succede il contrario. Il regime è un regime democratico ecc., però quella acculturazione, quella omologazione che il fascismo non è riuscito assolutamente a ottenere, il potere di oggi, cioè il potere della civiltà dei consumi, invece riesce ad ottenere perfettamente, distruggendo le varie realtà particolari, togliendo realtà ai vari modi di essere uomini che l'Italia ha, che l'Italia ha prodotto in modo storicamente molto differenziato. E allora questa acculturazione sta distruggendo, in realtà, l'Italia; allora posso dire senz'altro che il vero fascismo è proprio questo potere della civiltà dei consumi che sta distruggendo l'Italia. E questa cosa è avvenuta talmente rapidamente che, in fondo, non ce ne siamo resi conto, è avvenuto tutto in questi ultimi cinque, sei, sette, dieci anni. È stato una specie di incubo, in cui abbiamo visto l'Italia intorno a noi distruggersi e sparire. Adesso, risvegliandoci forse da questo incubo e guardandoci intorno, ci accorgiamo che non c'è più niente da fare"

Nel caso vi interessasse altro su Pasolini, http://www.pasolini.net/