16 novembre 2010

L'astrazione della finzione ci salverà

Ho appena visto Persepolis, trasposizione animata dell'omonimo fumetto. E ho trovato un'interessante intervista fatta a Marjane Satrapi, autrice e protagonista. Quando le chiedono perché ha voluto che dal fumetto si creasse un'opera di animazione (2D e in bianco e nero), rifiutando le proposte di film con grossi attori, risponde così (traduzione personale):
Con un live-action [film con attori in carne ed ossa] sarebbe diventata una storia di gente che vive in una terra lontana e che non ci assomiglia. Al meglio, sarebbe diventata una storia esotica, e al peggio una storia del Terzo Mondo. Ha ottenuto un successo mondiale perché i disegni sono astratti, in bianco e nero. Penso che questo abbia aiutato chiunque a rapportarcisi, fosse in Cina, Israele, Cile, o Korea, è una storia universale.


E non possiamo che essere d'accordo. Tramite l'astrazione (fumettistica in questo caso, ma in generale anche di animazione o di fiaba) i protagonisti non rimangono sulla soglia della nostra identità, ma ci entrano e si mettono comodi.
E scopriamo che l'Iran non è così lontano. Che la libertà si paga, e va difesa, per non ritrovarci senza la libertà di sapere quanto sia bella e necessaria; e che basta davvero un soffio perché ciò avvenga. Che dell'Iran, come del resto del mondo, sappiamo davvero poco, e che un pregiudizio risulta quanto mai inadatto.
E scopriamo che un cartone animato ci fa pensare che quella ragazzina potremmo essere noi.

15 giugno 2010

Uccelli in gabbia, volate!

La sensazione che provo incontrando certa gente è simile a quella che si avrebbe andando ad uno spettacolo di fuochi artificiali, per poi non vedere quell'esplosione magnifica di colori. E questa sensazione diventa una delusione lunga.

Mi sembra comunque di aver capito il motivo che frena tutti:la paura. Paura di tante cose, in ognuno con dosaggio diverso.
Paura di non essere accettati dalla società, paura di non riuscire a realizzare il proprio sogno e trovarsi emarginati e con le mani vuote, paura di ritrovarsi soli.
In definitiva, una terribile paura di intraprendere una strada non battuta.

E quindi mi chiedo, se ci fosse qualcuno abbastanza forte da intraprendere la strada di un'ignota felicità, gli altri lo accompagnerebbero?


Nella padella c'è sempre un chicco di mais che per primo diventa popcorn, dando l'avvio ad una festa danzante. E sento già l'invitante sfrigolìo dell'olio...

5 giugno 2010

Ancora lucciole.

Un pezzettino dai miei "appunti di viaggio" odierni.

"Ancora lucciole. Mi sono ritrovato spaventato nell'esser solo. Danni da TV. Razionalità, tempo, e follia, e sono entrato. Guardavo le lucciole intorno a me, in quel bosco che oggi mi ricorda una riserva indiana. E mi sono chiesto:
Come ha potuto l'uomo abituarsi al cemento e all'asfalto? Quando si è nascosto impaurito dietro delle porte, escludendo tutti fuori, riconoscendoli come nemici? Come ha potuto pensare di ingabbiare per sempre i suoi piedi nelle scarpe? E vedo con dolore che ha accettato di vivere nella paura di ogni cosa, eleggendo un lupo a pastore, e relegando la parola coraggio a bravate senza scopo, o proprio a quei tentativi di fuga dalla grigia quotidianità, dandogli però accezione negativa.
E credo sempre più che l'uomo non alzi gli occhi al cielo per non sentire il peso di milioni di stelle aggrapparsi alle viscere e tirarlo giù verso la terra rinnegata."

1 giugno 2010

La civiltà dei consumi, peggiore del fascismo.

Ok, non voglio essere palloso, non ce n'è bisogno. È un pezzo breve e semplice!

Ne riporto qualche pezzo per chi non ha il tempo e la voglia di ascoltare:

"Il fascismo, il regime fascista, non è stato altro, in conclusione, che un gruppo di criminali al potere. E questo gruppo di criminali al potere non ha potuto in realtà fare niente, non è riuscito a incidere, nemmeno scalfire lontanamente la realtà dell'Italia.[...] Ora invece succede il contrario. Il regime è un regime democratico ecc., però quella acculturazione, quella omologazione che il fascismo non è riuscito assolutamente a ottenere, il potere di oggi, cioè il potere della civiltà dei consumi, invece riesce ad ottenere perfettamente, distruggendo le varie realtà particolari, togliendo realtà ai vari modi di essere uomini che l'Italia ha, che l'Italia ha prodotto in modo storicamente molto differenziato. E allora questa acculturazione sta distruggendo, in realtà, l'Italia; allora posso dire senz'altro che il vero fascismo è proprio questo potere della civiltà dei consumi che sta distruggendo l'Italia. E questa cosa è avvenuta talmente rapidamente che, in fondo, non ce ne siamo resi conto, è avvenuto tutto in questi ultimi cinque, sei, sette, dieci anni. È stato una specie di incubo, in cui abbiamo visto l'Italia intorno a noi distruggersi e sparire. Adesso, risvegliandoci forse da questo incubo e guardandoci intorno, ci accorgiamo che non c'è più niente da fare"

Nel caso vi interessasse altro su Pasolini, http://www.pasolini.net/

18 maggio 2010

Se potessi mangiare un'idea...

"Un'idea, un concetto, un'idea
finché resta un'idea è soltanto un'astrazione
se potessi mangiare un'idea
avrei fatto la mia rivoluzione."



Stavo pensando e...già, stavo pensando. Pensando. PENSANDO!
E se stavo pensando, evidentemente non stavo agendo. "Bene!", potrà dire qualcuno. Si agisce così spesso senza pensare! Ma prendiamo il caso opposto, nel quale spesso mi ritrovo. Penso e non agisco.
Le idee sono belle, affascinanti. Mi riesce così semplice rimanere incantato da questo vortice di idee, pensare sdraiato sul letto, o guardando il cielo.

Ma purtroppo sono sempre stato un albero che ha smosso le sue radici sempre e solo per amore di qualcuno. Mangio se mi capita di farlo. Esco di casa solo se mi ci tirano con la forza con cui si cava un dente. Me ne sono accorto da quando vivo da solo. E da quando mi sono ritrovato ad essere solo anche affettivamente. Un bel colpo di sicuro, una bella accelerata nella mia crescita. Che mi ha preso alle spalle, mi ha buttato in un angolo della mia camera, con la valigia aperta per terra per mesi, a ingoiare polvere. E ho capito tante cose, le ho inghiottite col naso tappato.

Ma ho dimenticato cosa sia un abbraccio e cosa sia un bacio.


"tante cose belle
che ho nella testa
ma non ancora nella pelle."

E questa volta qualunque cosa faccio e farò sarà per me. Nessuna ragazza per la quale migliorare. Nessuno da compiacere. Sono io, solo io. A decidere cosa fare. A decidere come fare ma soprattutto se fare. Trovare in me la voglia. Voglia che ho scoperto nascosta tra le ragnatele, chiusa in una gabbia di pigrizia e coperta da un drappo di formalità.

Una voglia che è puramente estetica. Fare per la bellezza. Vedere il bello e difendere il bello prima che crearlo. E permettere che trasudi dal mondo per berne goccia dopo goccia. E diventare bello io stesso. Sempre più bello, per un piacere che rimane puramente e deliziosamente estetico.


E per evitare, dopo questo fiume di lettere, di rimanere barricato dentro la mia torre d'avorio, sto organizzando un viaggio. Un viaggio fantastico ma quanto mai terreno. Zaino in spalla e scarponi ai piedi. E probabilmente in sella ad una bicicletta...

29 aprile 2010

Martha Medeiros - Lentamente muore

Questa poesia la ritengo molto importante, ne riporto un pezzo:


"Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati."


Tra le tante cose, per come la intendo io ora, dobbiamo vivere e sognare senza dover necessariamente etichettare ogni cosa intorno a noi, senza doverci necessariamente vestire di un ruolo in ogni rapporto. Cercare di evitare queste soluzioni comode e semplicistiche, per poter entrare nel flusso vario e intricato della realtà. Con la massima semplicità, in fondo.

Volevo riportarla tutta, e riportarne l'originale, ma internet è intasato di traduzioni incomplete, quindi ho preferito metterci solo il pezzo che mi interessa di più.

26 aprile 2010

Ateo o credente?

Ho pensato a un mucchio di cose sul lungo viaggio in treno. Amo prendere i treni regionali proprio per questo. Per questo e perché quando non penso, leggo. Tra le tantissime cose, ho pensato a dio. A dio, alla religione, alla scelta religiosa (mono/poli-teistica) e alla scelta atea.
Non voglio sputare sentenze (come effettivamente faccio). Vorrei che se ne discutesse un po'. Io ho le mie idee, voi le vostre, hanno pari valore, e vorrei conoscerle. Per cambiare la mia, chissà.

Perché essere credenti e perché non esserlo? Può sembrare inopportuno, ma ho pensato ai vantaggi che se ne ottengono. Sacrilego, ma ogni cosa la facciamo, secondo me, per ottenere un qualche vantaggio.


12 aprile 2010

Essere un uomo

Uno dei pensieri fissi che ho avuto in questi mesi è stato relativo alla mia crescita. Volevo diventare un uomo. Ma cos'è un uomo? Quando posso definirmi tale? Che strada dovrei prendere? E una risposta me la son dovuta dare, o probabilmente sarei esploso. :D
Mi sono affidato un po' alle mie esperienze, un po' all'estetica, un po' al pensiero comune.

Per me, un uomo è, prima di tutto, chi ha la testa alta. Va a testa alta chi non ha paura di mostrare chi è. Ma la testa alta serve soprattutto a poter vedere lontano.

31 gennaio 2010

Breve interruzione!

Breve interruzione. Perché voglio che ci sia una grafica decente. Non perché chissà quanto importante ai fini di una discussione. Ma la gente scappa dai siti con pessima grafica!

P.S.: Sto lavorando a una visione!

13 gennaio 2010

Ipocrisia

Parliamo di ipocrisia. Che in giro ce ne sia tanta, lo sappiamo tutti.
Quello che mi chiedo è se, in fondo, lo siamo un po' tutti. Perché siamo tutti a favore dell'ambiente e dei bambini poveri, ma proprio ora stiamo consumando tantissime risorse.

12 gennaio 2010

Per cominciare...

Allora! Potete commentare qui per dirmi se avete voglia di parlare di qualcosa in particolare. Principalmente mi piacerebbe si parlasse di e con filosofia (e con filosofia non intendo sterili speculazioni). Di musica, di amore. Di progetti per il futuro, di sogni. Discutere anche opinioni sul mondo che ci circonda. Mi dispiace che spesso molte considerazioni "affoghino" dentro Facebook. O che non si riesca a discuterne abbastanza. Rimbocchiamoci le maniche e andiamo avanti!
Insomma, basta allo spreco di idee, sogni e cervelli!

11 gennaio 2010

Un mondo di pensieri, visioni e caramelle.

Oggi si apre un nuovo spazio. Uno spazio fatto di pensieri, visioni e caramelle. Uno spazio in cui poter pensare, sognare, ridere. Cercando un nuovo punto di vista. Cercando di colorare un mondo sempre più grigio. E la promessa che tutti potranno esprimersi (in modo corretto,eh!), e che tutti avranno una risposta.
Pronti???